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A1 finale 5°/6° posto; Trieste batte l’Ortigia, tra una settimana il ritorno.

Si complica il cammino verso l’Europa dell’Ortigia che cade a Trieste, perdendo 13 a 10, nella partita valida per la finale del 5°/6° posto del campionato di serie A1. Gli aretusei, ancora privi del loro tecnico Piccardo, registrano il forfeit all’ultimo momento, del mancino Valentino Gallo, assenza che peserà ai fini del risultato finale. Guidati dal duo Volarevic – Abela, i siracusani partono contratti e vengono trafitti da una tripletta di Bini che ingaggia un duello a distanza con Tempesti. Napolitano guida i suoi alla riscossa segnando con l’uomo in più ma il Trieste sembra davvero in gran giornata. I giuliani, infatti, colpiscono ancora con Turkovic e Razzi ma capitan Giacoppo accorcia le distanze. Si chiude così il primo parziale sul 5 a 2 in favore del Trieste.  Nel secondo parziale i locali provano a scappare sul +4, l’Ortigia sembra in balia del gioco avversario. Napolitano, uno dei pochi a lottare con grinta, con un bellissimo tocco al volo, segna il 7-4. La squadra aretusea sembra reagire ma sono ancora i giuliani, implacabili quest’oggi, ad andare in rete con Buljubasic. Nel finale del secondo tempo, Vidovic in superiorità fissa il punteggio sull’8-5 e si va all’intervallo.

Christian Napolitano

Nel terzo tempo non cambia lo spartito visto già nei primi due. L’Ortigia fatica e spreca l’inverosimile, soprattutto con l’uomo in più, mentre la squadra di Bettini realizza nuovamente con Buljubasic. Napolitano replica con un bel tap-in, poi però è Mladossich a riportare a +4 il Trieste. Napolitano, uno dei pochi a salvarsi, segna con un altro tocco al volo che tiene in corsa l’Ortigia. Mladossich e Mezzarobba allungano, ma Rossi, all’ultimo secondo, segna il 12-8 su rigore. Nel 4° tempo, Ciccio Condemi accorcia ma Mezzarobba risponde. Su capovolgimento di fronte i triestini cercano il +5, ma a quattro secondi dalla sirena è Rossi a siglare il gol del 13-10. Un gol importantissimo che tiene viva la speranza europea dell’Ortigia. Al ritorno servirà un altro approccio se l’Ortigia vorrà centrare l’obiettivo e ripetere la bella stagione europea di due anni fa. Una finale per l’aggiudicazione del 5°/6° posto del campionato di serie A1 che promette scintille.

L’allenatore ad interim Goran Volarevic pensieroso durante la partita.

Goran Volarevic, nel post partita:

Gli errori individuali che abbiamo commesso all’inizio, sul trasferimento in difesa, ci hanno fatto cominciare male. Però la squadra c’è, abbiamo creato veramente tanto in attacco, dove però dobbiamo migliorare ancora sull’uomo in più. Nel finale abbiamo ridotto il gap a meno tre, ma il match poteva cambiare anche nel secondo o terzo tempo, solo che abbiamo preso qualche gol di troppo, che è facile evitare giocando con un po’ più di personalità in difesa, mentre in attacco abbiamo sbagliato tanto. L’assenza di Gallo? Nell’ultimo periodo ci sta capitando di tutto, però non cerchiamo alibi o scuse. La squadra è composta da 15-16 giocatori e sono tutti in grado di sostituire un compagno e giocare queste partite. Sapevamo che sarebbe stata una gara tosta, loro sono una squadra pesante, sono venuti fuori anche i loro giovani talenti. Facciamo i complimenti al Trieste, ma la sfida rimane aperta. Al ritorno, a Siracusa, sarà un’altra partita, un’altra battaglia.

Simone Rossi, tra i migliori in campo quest’oggi insieme a Christian Napolitano e Massimo Giacoppo.

A fine gara ha parlato anche il difensore Simone Rossi:

Abbiamo sbagliato tanto. Dovremo rivedere la partita, analizzare ogni singolo errore, capire anche i motivi, ma la cosa importante è curare l’aspetto mentale, trovare un po’ di fiducia e serenità, perché è questo che ci manca. Sul piano psicologico siamo in difficoltà: se partiamo male andiamo in carenza di fiducia. Abbiamo preso tre gol inaspettati e questo ci ha messo subito le cose in salita. Dobbiamo avere la forza di uscire da questo stato psicologico e farlo con un grosso margine, perché l’Europa è fondamentale, è uno stimolo enorme. Questa per noi doveva essere una finale e sicuramente l’approccio non ha aiutato. Non saprei dire perché, dal momento che nel riscaldamento eravamo carichissimi, non vedevo da tanto tempo la squadra così carica, le sensazioni erano buone. I gol iniziali hanno cambiato l’inerzia del match. Al ritorno dovremo essere noi a mettere l’ansia a loro. Essere aggressivi, segnare subito e mettere addosso a loro la pressione dell’errore. Il risultato si può ribaltare, ma dovremo sbagliare molto meno.

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.

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