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Ekipe Orizzonte, Tania Di Mario: la mia vita per la pallanuoto.

L’avventura della vita è imparare, il suo scopo è crescere, cambiare, superarsi. Per arrivare a grandi obiettivi. Ma la vera occasione della vita è servire. Far sì che quel patrimonio di esperienze e conoscenze non vada disperso e diventi ricchezza per le future generazioni. Tania Di Mario ha saputo scalare le vette della pallanuoto mondiale ma, soprattutto, ha avuto la grande capacità di cambiare, evolversi, adattarsi al corso del tempo. Facendo di lei una vera leggenda. Un bagaglio di esperienza enorme che, con grande umiltà, dedizione e passione ha deciso di mettere a disposizione dello sport. Del suo sport: quella pallanuoto che tanto le ha dato e che oggi ripaga con il suo grande impegno.

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Se non fossi andata a Catania, all’Orizzonte, non sarei mai diventata la giocatrice e la persona che sono. Sono partita che ero ancora molto giovane e non mi sentivo affatto un’atleta. Lo sono diventata. Avevo grandi ambizioni e sapevo che quello era il posto giusto. Mezza nazionale giocava con l’Orizzonte. Atlete del calibro di Cristiana Conti e Giusi Malato. Per non parlare delle migliori straniere che c’erano in circolazione. Per me, che avevo iniziato a Roma, la mia città, nella Vis Nova, arrivare in Sicilia rappresentava avere la possibilità di raggiungere quei risultati sempre sognati. Arrivare ai vertici della pallanuoto.”

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Quando sono partita da Roma non sono mancate le lacrime. Ad accogliermi ho trovato le amiche di sempre, coloro con cui ero cresciuta nelle giovanili del Setterosa e che giocavano nell’Orizzonte: Silvia Bosurgi e Cinzia Ragusa. Mi sono resa subito conto di essere capitata nel posto giusto al momento giusto. La società era composta da un gruppo fantastico: da Giuseppe La Delfa, per anni il mio direttore sportivo, ai tecnici che si sono avvicendati, a tutto lo staff. Agli allenatori storici dell’Orizzonte, Giovanni Puliafito e Mauro Maugeri, devo la mia grande crescita come atleta e, soprattutto, come persona. Sono stata fortunata. E un po’ di fortuna nella vita ci vuole sempre. Tornassi indietro lo rifarei altre 500 milioni di volte.”

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Il passaggio dall’Orizzonte al Setterosa, ai tempi, era quasi naturale. Era la squadra più forte in assoluto e forniva alla nazionale oltre mezza formazione. E’ quello era il mio grande obiettivo. Ricordo ancora quel 1997 in cui avevo fatto la preparazione per l’europeo di Siviglia. All’ultimo giorno ci hanno messe tutte sedute per la selezione di chi doveva andare. Formigoni disse: «Tu e tu a casa». Una di quelle due ero io. Fu una delusione incredibile. L’Italia quell’anno vinse l’oro mettendomi addosso la sensazione che mi fossi persa un’unica, grande, occasione. «Ora hanno vinto. Arrivo io e sicuramente non vinciamo più niente, sicuro».

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Due anni dopo, invece, abbiamo rivinto l’europeo disputato a Prato, in Italia. E quella volta io ero lì. Quella medaglia d’oro al collo è stata una sensazione unica. L’emozione della prima volta è qualcosa di incredibile, fantastica, irripetibile. Felicità allo stato puro. Era il 1999 l’anno anche del mio primo scudetto con l’Orizzonte. «Che figo» ho pensato. E da lì ho avuto la fortuna di non fermarmi più. Il sogno più grande era arrivare alle Olimpiadi. Il 2000 fu il primo anno in cui venne inserita la pallanuoto femminile come disciplina olimpica. E anche quello della grande delusione: la mancata qualificazione. Da quel momento è iniziata per tutto il Setterosa la rincorsa al grande sogno.”

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Di Olimpiadi, alla fine, ne ho fatte quattro. Ma la prima, quella di Atene del 2004, è stata la più pazzesca. Quando sono arrivata ho pensato: «Mamma mia, che cos’è questa cosa?». Io le avevo sempre viste in televisione ma non potevo immaginare che fosse così. Cammini e ti ritrovi Nadal, giri l’angolo e vedi la squadra dell’NBA. E’ tutto sport, non c’è un attimo in cui puoi pensare ad un’altra cosa. E tutto va con quel ritmo. Impregna talmente l’aria che pensi di vivere in un altro mondo. Quello in cui avrei voluto passare tutti i giorni della mia vita. Due settimane di paradiso. Ed in paradiso ci siamo arrivate vincendo la finale con la Grecia, la squadra di casa. La medaglia d’oro al collo, la nomina di miglior giocatrice del torneo. Una favola.

Tania Di Mario con il Setterosa - Oro Olimpiade Atene 2004
Tania Di Mario con il Setterosa – Oro Olimpiade Atene 2004

Una lunga storia d’amore quella con la nazionale italiana. Una storia fatta di tanti ricordi, battaglie, vittorie, sconfitte. Ma soprattutto di tante persone che mi hanno formata, da cui ho imparato tanto. A partire dai grandi insegnamenti dei capitani con cui sono cresciuta, da Cristiana Conti a Lilli Allucci fino a Martina Miceli. Da cui ho imparato tanto, tutto. Grandi esempi sia dentro sia fuori dell’acqua. Donne che sapeva sempre cosa fare soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando occorreva fare quadrato o mettersi a tirare se la squadra era stanca. Essere arrivata ad essere capitano del Setterosa è stato per me un grande onore. E averlo fatto in età matura ha significato anche prendere per mano tante ragazze che avevo visto crescere. Certe emozioni che avevo provato volevo che le vivessero anche loro. Ho dedicato soprattutto a questo gli ultimi anni della mia carriera.”

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Una carriera lunga in cui ho imparato che la cosa più importante è riuscire sempre a crescere, ad evolversi. Ed è fondamentale cercare sempre nuovi stimoli. Nel tempo tutto cambia. Cambiano le squadre, le compagne, gli allenatori. E’ cambiata la pallanuoto stessa. Non puoi pensare di rimanere sempre quella che sei a 22 anni, quando ho vinto il mio primo trofeo. Un percorso di crescita durato tutta la carriera, che mi ha insegnato, prima di tutto, ad essere parte di un gruppo, di una squadra. Se penso alla mia storia non riesco mai a parlare anteponendo l’io. E’ sempre stato un noi. Anche nel 2017, quando avevo deciso di smettere, mi sono messa a disposizione dell’Orizzonte, a causa del blocco di Carolina Ioannou. L’ho fatto per la società, per le ragazze, per il debito di riconoscenza verso la squadra e la pallanuoto. Affinchè il sogno dell’Orizzonte potesse andare avanti.”

Tania Di Mario con il Setterosa - Argento Olimpiade Rio 2016
Tania Di Mario con il Setterosa – Argento Olimpiade Rio 2016

E per avere una lunga carriera sono necessari anche grandi sacrifici nella vita. Soprattutto per noi donne. Penso sempre che sarebbe stato bellissimo avere un figlio mentre giocavo, che mi potesse ricordare da atleta. Ma avere una gravidanza avrebbe significato un cambiamento del fisico e non era detto che si potesse tornare a giocare ad alti livelli. E poi perché le donne sono sempre state meno considerate. Lo sport fondamentalmente è maschio, la pallanuoto è maschio, c’è prima il campionato maschile e poi quello femminile. Ed è sempre stato così. Io sono stata fra quelle che hanno lottando per parificare i premi fra uomini e donne con la federazione. Dove i presidenti ci dicevano che i nostri premi erano minori perché giochiamo con una palla più piccola.”

Tania Di Mario
Tania Di Mario

Sono l’unico presidente donna di tutta la pallanuoto. Con Martina Miceli abbiamo preso l’Orizzonte agonizzante e l’abbiamo riportata ai vertici della pallanuoto femminile. Una cosa che lei ha voluto fortemente e io mi ci sono ritrovata dentro. Mi dispiaceva che tutto rischiasse di finire. La squadra che mi aveva dato così tanto nella mia carriera non poteva essere cancellata da un giorno all’altro. Mi faceva troppo male. Da momenti difficili e duri, campionati in cui siamo arrivate seste con una squadra di ragazzine, siamo riuscite a crescere ed arrivare ai nostri obiettivi. Un percorso che è stato possibile grazie ad Ekipe che ci ha messo a disposizione le strutture ed il supporto economico. Ora possiamo pensare con tranquillità al nostro futuro ponendo le basi per nuove generazioni di pallanuotiste.”

Tania Di Mario con l'Ekipe Orizzonte
Tania Di Mario con l’Ekipe Orizzonte

Dopo una vita dedicata allo sport è difficile spegnere l’interruttore e fare un’altra cosa. Lo sport ti rimane dentro, fa parte di te. E poi, dopo tanto tempo che ci hai dedicato, sarebbe anche stupido non investire su quello che hai imparato in tanti anni. La pallanuoto è la cosa che ho amato di più nella mia vita. Non credo che ci potrà mai essere qualcosa che possa superarla. E’ stata divertente, emozionante, incredibile. La possibilità di poter continuare in questo mondo lo considero un regalo. Per poter rivedere negli occhi di tante ragazze quella luce che ha illuminato il mio sguardo in tante vittorie. E rivivere, attraverso loro, sensazioni uniche e indescrivibili.

Tania Di Mario

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