Preolimpico, Setterosa: quando arriva il momento della verità.

Alla fine è arrivata la partita vera, quella che conta, quella decisiva. E non importa che l’avversaria si chiami Grecia o Ungheria. Quanto è accaduto non deve minimamente influenzare quella che dovrà essere la “prestazione magistrale”. Certo, se si analizzano i valori tecnici delle sfidanti sono in molti a consegnare, almeno sulla carta, il pass per Tokyo nelle mani delle ragazze di Biro. Ai quarti di finale la squadra ungherese si è rifatta dopo l’incredibile ed inaspettata sconfitta contro la Grecia. A soccombere, per 20 a 7, sono state le francesi di Mister Bruzzo. Hanno lottato con impegno ma, con il passare dei minuti, sono state travolte dalle ungheresi.

Attila Biro head coach dell'Ungheria
Attila Biro head coach dell’Ungheria

Anche per il Setterosa i quarti sono stati quasi una pura formalità. Contro la formazione più giovane del torneo è arrivata una vittoria per 15 a 6. In alcuni passaggi della partita, però, la squadra azzurra è sembrata leggermente appannata. Poi le ragazze del Setterosa, nel terzo tempo, sono salite in cattedra. Chiudendo definitivamente la partita nonostante il ritorno delle israeliane nell’ultimo parziale. La squadra azzurra, nonostante lo scetticismo di qualcuno, soprattutto dopo le curiose scelte di Zizza nelle convocazioni, ha sfoderato prestazioni rassicuranti. La squadra è sembrata attenta e convinta soprattutto nell’approccio mentale alle partite. Eccetto alcuni passaggi a vuoto, nella manovra di gioco a volte poco fluida. E quel rimpianto per la vittoria sprecata contro le olandesi. Che avrebbe dato sicuramente ancora più convinzione.

Paolo Zizza allenatore della nazionale italiana
Paolo Zizza allenatore della nazionale italiana

L’Ungheria non è solo cabala e spauracchio che ci vede sfavoriti in partenza. Le ragazze di Biro sono una macchina da gol (78 reti in 4 match). E, a parte il passaggio a vuoto (voluto o no) contro le greche, sono avversarie davvero temibili. Tra le individualità spicca la velocità d’esecuzione dell’attaccante Rita Keszthelyi (ex Geymonat Orizzonte Catania). Per lei ben 20 reti di cui ben 9 contro le kazake. Un top player che da sola fa’ una squadra. Dopo di lei, in termini di gol, solo Greta Gurisatti con “solo” 10 reti all’attivo. L’Ungheria è soprattutto un buon collettivo formato da giocatrici veloci e tecniche.

Rita Keszthelyi, capocannoniere della nazionale ungherese
Rita Keszthelyi, capocannoniere della nazionale ungherese

Questa partita è un mix tra attese, emozioni e rivincite. Tenere alta la concentrazione e limitare gli errori il più possibile. Questi gli ingredienti adatti per una vittoria che può significare un biglietto per Tokyo 2021.

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.