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Daniel Presciutti, sogno una pallanuoto attraente per i nostri giovani.

Ultimo weekend di sosta, per le formazioni di serie A2 maschile, prima dell’ultima partita di campionato che definirà gli ultimi posizionamenti in classifica. Quasi al completo, infatti, le griglie playoff e playout per le squadre dei quattro gironi che prenderanno parte alla seconda fase. Chi torna in vasca, in questo weekend, è l’Anzio Waterpolis di Daniel Presciutti e capitan Lapenna, capolista del girone Centro con 21 punti. Protagonista, fin qui, di un percorso impeccabile, la squadra di mister Tofani si appresta ad affrontare una settimana intensa, con due recuperi di campionato da giocare tra sabato e mercoledì prossimo. Al Foro Italico di Roma, i pontini affronteranno lo Sporting Club Tuscolano mentre nella gara di mercoledì l’avversario da battere sarà la Roma Arvalia 2007.

A tu per tu con Daniel…

Abbiamo conosciuto uno dei giocatori più rappresentativi della squadra pontina, Daniel Presciutti, classe ’96, fratello d’arte di Christian e Nicholas, protagonisti in serie A1 con le squadre di Recco e Brescia. Nonostante la giovane età, Daniel è stato artefice già di due promozioni in A1, ottenute con le squadre di Sori e Torino. Ne abbiamo parlato con lui cercando di trovare, nelle sue precedenti esperienze, analogie e differenze con la situazione attuale.

La capolista del girone Centro Anzio Waterpolis stagione 2020/2021.
Non c’è due senza tre…

Le promozioni con Sori e Torino non sono paragonabili tra loro. La squadra che vinse a Sori era formata da un bel gruppo, con un’età media molto bassa. C’erano tanti giovani insieme a me, Gandini, Rocchi, Manzi. Ma anche gente di esperienza come Ferrari, un portiere di assoluto valore per la categoria. Una squadra con grande talento plasmata da mister Cavallini, un tecnico molto competente con i giovani. Quella ottenuta con il Torino è stata una promozione molto speciale per me, quella che sento più mia. Una promozione inaspettata, ottenuta grazie alla coesione del gruppo. Pur non essendoci in squadra nomi blasonati, se non quelli di Vuksanovic o Rolle, è stata la promozione di tutto il gruppo e dell’allenatore Aversa. Un gruppo vero, praticamente una famiglia. Bastava guardarsi negli occhi e capirsi al volo come due innamorati. Mi sento ancora molto legato al Torino e alla città di Torino, un’esperienza indimenticabile che porto ancora nel cuore.

Nella foto di Matteo Pucci, Daniel Presciutti in un contrasto nella partita contro la Roma Vis Nova.

Ho ritrovato, anche qui ad Anzio, un bel clima all’interno del gruppo. Un’atmosfera molto simile a quella che si respirava al Sori e al Torino. Qui c’è indiscutibilmente tanto talento, con giocatori del calibro di Lapenna e Giorgetti. Una cosa che ci accomuna molto è che siamo tutti ragazzi fuorisede. Questo fa si che passiamo molto tempo insieme che, indubbiamente, cementifica ancor di più il gruppo. Ad Anzio c’è, secondo me, il mix giusto per puntare al salto di categoria. L’allenatore, poi, ha un ruolo fondamentale in tutto questo perché è il collante di tutto il gruppo. L’allenatore deve essere sempre il punto di riferimento della squadra. È quella figura che, nei momenti di difficoltà, deve avere il polso della situazione per uscire dall’impasse. Deve essere un abile tattico ma anche un bravo psicologo. Deve intendersi di psicologia sportiva, per interpretare al meglio, le dinamiche del gruppo ma anche del singolo. Non tutti siamo fatti allo stesso modo.

La formazione dell’Anzio Waterpolis che milita nel campionato di serie A2 stagione 2020/2021 (foto credits dal comunicato stampa societario).
Sul campionato e sull’obiettivo da raggiungere…

Il nostro obiettivo stagionale è la promozione in serie A1, come già prefissato ad inizio stagione dalla nostra società. Nel girone Sud, la Nuoto Catania resta l’avversaria più temibile anche se, per via del regolamento di quest’anno, non la incontreremo nei play-off. In quanto prima della classe, nel girone Centro, incontreremo una tra Acquachiara e Muri Antichi. Due squadre che hanno delle caratteristiche tecniche differenti e che pertanto le rendono delle avversarie temibili da affrontare e battere. Se, poi, riuscissimo a passare il turno, come tutti noi ci auguriamo, mi piacerebbe incontrare la De Akker di Amaurys Perez. La voglia di giocare contro di lui e batterlo sarebbe una sfida ad alta tensione ma allo stesso tempo emozionante. Loro hanno una buona squadra con giocatori importanti come Stefano Guerrato e fino a questo momento sono una squadra imbattuta. Questa particolarità ti stupisce sempre, merito sicuramente anche di Amaurys. 

Daniel Presciutti in uno scatto di Bianca Simonetti nella partita contro il Civitavecchia.

Sicuramente non siamo ancora riusciti ad esprimerci al 100% come squadra in quanto non siamo mai arrivati a completare la nostra preparazione atletica. Ad inizio anno abbiamo iniziato e poi ci siamo interrotti a metà novembre a causa della chiusura delle piscine. Poi abbiamo ripreso a gennaio ma abbiamo nuovamente interrotto per un caso di positività di un nostro compagno al covid. Abbiamo ripreso con una certa continuità gli allenamenti, stavamo cominciando a far vedere un bel gioco sia in attacco che in difesa però abbiamo dovuto interrompere nuovamente, per diversi casi covid registrati all’interno della squadra. Ci siamo allenati per la prima volta ieri (martedì nda). Visti questi problemi appare quasi ovvio che non siamo ancora una macchina da gioco perfetta. C’è qualcosa sicuramente da limare in entrambe le fasi però credo che se non siamo riusciti ad essere perfetti è stato perché diversi imprevisti ce lo hanno impedito.

Daniel Presciutti nella giornata di presentazione dell’Anzio Waterpolis.
La mia infanzia…

Sin da bambino ero fissato con il calcio. Diciamo, però, che non ero proprio un fenomeno e così i miei genitori hanno deciso di iscrivermi ad una scuola nuoto, in un paesino vicino Guidonia dove abitavo. C’è stata quasi una predisposizione involontaria che mi ha proiettato nel mondo della pallanuoto. Anche quando ho cominciato a praticare nuoto, non ne ero molto felice. Quando mio fratello Nicholas ha cominciato ad allenarsi con la Roma Vis Nova, andavo a vedere i suoi allenamenti e mi mettevo a nuotare vicino a lui. Nicholas rappresenta, per me, un faro nella mia carriera, il mio modello d’ispirazione. Le vittorie conquistate dai miei due fratelli sono qualcosa di incredibile, ottenute con sacrificio e grande forza di volontà. Ma in alcun modo, questo grande amore che nutro per la pallanuoto, ne hanno influenzato le mie scelte nel praticarlo.

I fratelli Presciutti (da sinistra Nicholas, Christian e Daniel).

Se la pallanuoto volesse fare un salto di qualità, a livello economico, non può che prendere spunto dal modello sportivo americano. Credo che in questa visione molti siano concordi. Il modello americano interpreta, a mio avviso, il modo sano e virtuoso di intendere una competizione sportiva, non solo dal punto di vista economico. Mi piacerebbe che la pallanuoto avesse molta più visibilità ed attenzione da parte di tutti, non solo quando si giocano le Olimpiadi o le altre grandi manifestazioni internazionali. Purtroppo ammetto che la pallanuoto è uno sport un po’ complicato da capire ma con un po’ di visibilità in più potrebbe attirare molti più appassionati di quelli che già ha. Il vero problema di questo sport è che forse non è più attraente, soprattutto verso i giovani. E allora dico ai genitori, se vogliono far crescere in modo sano ed intelligente i loro figli, di avvicinarli a provare questo magnifico sport.

Daniel Presciutti

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.

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