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Champions, Spandau 04, Marin Restovic: quando l’imperativo è crederci sempre.

Non vuole passare per la cenerentola del girone A. Anzi, è determinata a dar battaglia in tutte le partite che restano. Dal match odierno, che la vede impegnata contro l’Ortigia, fino alla fine del torneo. Nonostante i diversi problemi c’è ottimismo in casa Spandau, dopo il pareggio 7 a 7, nella gara di ieri, contro il Marsiglia. Anche se pesano le assenze, per infortunio, di alcuni giocatori chiave. In casa Ortigia, dopo la sconfitta nella partita giocata contro lo Jug Dubrovnik per 6-8, il match contro lo Spandau 04 Berlin sarà uno scontro diretto fondamentale. Per i ragazzi di Piccardo, che ieri hanno giocato un’ottima partita con una delle squadre che aspirano alla vittoria finale, una vittoria contro i tedeschi significherebbe conquistare punti decisivi verso la qualificazione alla final eight di Hannover.

L’Ortigia all’assalto della porta avversaria nel primo round di Champions League.
Conosciamo l’avversario: lo Spandau 04 Berlin

Diversi componenti dello Spandau fanno parte della nazionale tedesca, impegnata qualche settimana fa, nel Preolimpico di Rotterdam. La Germania non è riuscita a far vedere i progressi compiuti, negli ultimi anni, a causa dei noti problemi legati alla preparazione. La squadra di Berlino arriva in questa seconda fase incerottata e senza aver disputato partite ufficiali. In questo secondo round, dovrà fare a meno per infortunio del forte difensore Saudadier e del centroboa montenegrino Pješivac. L’attaccante Strelezkij (miglior marcatore tedesco, al Preolimpico, con 10 reti) è tra i più giocatori più temibili della squadra berlinese. Può far male, dalla sua posizione, il mancino Restovic, anche lui nazionale tedesco, con 3 gol all’attivo segnati nel primo round giocato ad Ostia. Con il suo semplice ma diretto pensiero, ha provato a farci conoscere meglio la squadra avversaria che incontreremo oggi.

Non possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti al Preolimpico. C’è profonda delusione, soprattutto, perché non siamo riusciti a superare la prima fase del torneo. Tra le attenuanti a nostro favore il fatto che non avevamo effettuato partite ufficiali prima del torneo. Ci è mancato il ritmo partita e per questo non siamo riusciti ad esprimerci come volevamo.

Calottina n.11 per il mancino Marin Restovic, classe ’90 e nazionale tedesco.

Durante la fase preparatoria del primo round giocato ad Ostia, abbiamo avuto molti problemi legati alla pandemia. Molti giocatori sono stati colpiti dal virus e dal fatto che non avevamo giocato alcuna partita prima del torneo. In questo secondo round siamo sicuramente più preparati fisicamente anche perché molti di noi hanno giocato con le loro nazionali al Preolimpico. Abbiamo avuto solo una settimana per allenarci insieme, dopo essere ritornati da Rotterdam, ma siamo fiduciosi e carichi, sicuri di disputare delle buone partite.

Un tiro mancino forte e preciso quello di Marin Restovic, autore di 3 gol in questa Champions con lo Spandau.

Abbiamo alcuni dei nostri migliori giocatori infortunati come Pjesivac e Saudadier ma proveremo a fare il nostro meglio. In Champions giocano le squadre più forti d’Europa ma noi vogliamo invertire la rotta rispetto al turno precedente. Il cammino dell’Ortigia non mi ha sorpreso perché la loro squadra ha diversi giocatori di esperienza con una prestigiosa carriera alle spalle. Hanno fatto un percorso estremamente importante prima di arrivare fino a qui. Noi comunque cercheremo di fare più punti possibili e daremo il massimo in ogni partita. E’ fondamentale crederci sempre.

E’ il momento di scendere in acqua…lo Spandau 04 Berlin.

Il mio sogno più grande, come credo quello di ogni pallanotista, è partecipare, almeno una volta nella vita, ai Giochi Olimpici. E’ uno dei sogni che vorrei realizzare prima di smettere di giocare. Nel mio futuro mi vedo allenatore. Vorrei tanto riuscire a trasmettere ai giovani questo mio grande amore per la pallanuoto.

Marin Restovic

Gaetano Nardone

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.

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