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Champions League: Ortigia – Jug, negli occhi del centroboa Lončar.

La sconfitta per10 a 7 contro i francesi del CN Marsiglia infrange i sogni di gloria dell’Ortigia in Champions League. Non c’è tempo, per la squadra di Piccardo, di piangersi addosso. Quest’oggi scenderà in vasca, alle 15:15, nella penultima sfida della competizione, contro i croati dello Jug Dubrovnik. Una sfida che le due squadre, dopo i risultati maturati ieri, giocheranno senza l’assillo del risultato. I biancoverdi, infatti, dopo aver perso contro i marsigliesi, sono stati eliminati dalla competizione. Resta l’amaro in bocca perché forse, con un pizzico di esperienza e di fortuna in più, la squadra siracusana avrebbe potuto ritrovarsi, insieme a Recco e Brescia, a Belgrado. I croati, nell’incontro di ieri, hanno giocato una gara spettacolare contro i greci dell’Olympiacos. Il match si è concluso con il risultato di parità (11 a 11) che ha fatto felici tutti.

A fine gara, abbiamo incontrato il centroboa croato Luka Lončar, capitano dello Jug e pilastro della nazionale dei barakuda con cui ha conquistato, di recente, la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo. Con la calottina numero 4 stretta fra le mani ci emoziona con le sue parole e ci parla delle sue sensazioni e speranze per il futuro.

Siamo molto soddisfatti del nostro cammino in questo torneo. A dispetto della nostra grande storia pallanotistica, siamo una squadra composta da un mix di giocatori esperti e giovani leve. Giocare bene in Champions non è sempre facile ma abbiamo dato il massimo per onorare al meglio questa competizione anche oggi. Nel primo round, a dicembre, abbiamo ottenuto tre vittorie e questo ci ha sicuramente avvantaggiato. Nel secondo turno abbiamo sofferto un po’ e abbiamo avuto due battute d’arresto contro Recco e Marsiglia, due squadre con un organico costituito da grandi campioni. Nell’incontro di ieri, contro l’Olympiacos, abbiamo disputato una grande gara contro un avversario caparbio e che aveva fame di punti.

Oggi incontriamo un avversario ferito e che avrà voglia di riscattarsi. In Champions League, l’Ortigia, era alla sua prima apparizione che onorerà fino alla fine. Anche loro, come noi, sono una buona squadra formata da un mix di giocatori di esperienza e giovani promesse. Oltre a Tempesti, Giacoppo e Napolitano, che conosco molto bene, mi ha impressionato molto Mirarchi, un giocatore molto rapido e veloce. Anche il montenegrino Vidovic è un giocatore di assoluto valore, che con la sua nazionale ha dimostrato di essere un vero top player.

Aver conquistato la final-eight in anticipo ci ha permesso di poter lavorare con serenità alle partite successive. Non conosciamo ancora contro chi giocheremo nel prossimo turno ma sappiamo bene che la competizione diventerà sempre più difficile con squadre molto ben organizzate. Un nome su tutte? Brescia e Barceloneta sono avversarie che giocano una pallanuoto veloce e moderna. Il nostro obiettivo sarà puntare a giocarci la finale, magari contro quella che è al momento la squadra più forte in assoluto, la Pro Recco. Sarebbe fantastico vincere la Coppa dei Campioni contro i più forti in assoluto.

Ho tanti bei ricordi nella mia lunga carriera da giocatore e vorrei viverne ancora tanti altri. Grazie alla pallanuoto sono riuscito a viaggiare e visitare tanti Paesi, ho avuto l’opportunità di vivere esperienze sensazionali e di fare tante amicizie. Sto aspettando con ansia le prossime Olimpiadi di Tokyo. Dopo quella di Rio, quella che sta per arrivare, sarà la mia seconda partecipazione olimpica. Sono sicuro che quella che andremo a vivere sarà un’esperienza adrenalinica unica e indescrivibile, nonostante questo momento di profonda tristezza. Dopo le Olimpiadi mi dedicherò alla mia carriera da giocatore dello Jug, club con cui ho firmato l’anno scorso un contratto quadriennale. Se deciderò, dopo questa esperienza, di smettere, vorrei comunque restare nel mondo della pallanuoto. Sarà dura, non poter vivere le stesse emozioni, quando un giorno sarò fuori dalla vasca.

Gaetano Nardone

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.

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