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Champions League: contro il Recco, una sfida da mission impossible per i ragazzi dell’Ortigia.

Quella contro il Recco sarà una sfida, come sempre, da mission impossible. In questo secondo round di Champions, i ragazzi di Gabi Hernandez si sono fatti notare per uno strepitoso stato di forma in avvolgenti azioni di gioco e gol. L’Ortigia vuole, comunque, provarci e dare fastidio ad una big della pallanuoto italiana ed europea. La squadra siracusana è chiamata a lottare nell’ennesima battaglia, alla quale è vietato sottrarsi. Nel match di andata è stato un derby italiano molto combattuto e ben giocato dai siracusani che stavano per sfiorare il colpaccio.

Hallock e Mirarchi in un “abbraccio” di gioco durante il match tra Recco e Ortigia giocato a dicembre.

Come arriva l’Ortigia

C’è rammarico all’interno del gruppo di Piccardo, soprattutto dopo l’inaspettata sconfitta contro i tedeschi dello Spandau. Rabbia e delusione sono state parzialmente riscattate, almeno nell’approccio alla gara, nell’onorevole sconfitta contro l’Olympiacos. Rispetto al mese di Dicembre, l’Ortigia sembra aver un pò perso quell’atteggiamento da squadra sbarazzina che l’aveva contraddistinta,durante la prima fase del torneo. Se guardiamo i numeri dei siracusani, in questo round, hanno perso 3 partite su 4 (in attesa della gara di oggi) segnando 20 reti e subendone 30. Contro il Recco ci vorrà la miglior performance possibile della squadra biancoverde anche perché, vittima illustre della macchina da gol genovese è stato proprio lo Jug Dubrovnik. Non una squadra qualunque quindi, ma i pluriscudettati croati, di cui molti in pianta stabile nella loro nazionale. Occorre far tesoro di questa esperienza europea, di queste sconfitte e reagire tutti insieme positivamente, come questa squadra ci ha abituato a fare. Non è ancora tutto perduto, mancano diverse partite, oltre a quella contro il Recco, e ci sarà ancora la possibilità di rifarsi. Nel terzo round l’Ortigia affronterà Spandau e Marsiglia in cui potrebbe, ancora, sperare in un miracolo.

Valentino Gallo, il mancino siracusano capocannoniere della squadra biancoverde con 11 reti.
Come arriva il Recco

Il Recco visto, in Champions, a dicembre è uno sbiadito ricordo. In questo secondo round è partito subito forte e marcia a suon di gol verso la final – eight ad Hannover. La squadra recchelina ha un ruolino di marcia impressionante sia in Italia che in Europa. In Champions, in questa seconda fase, ha battuto a suon di gol Jug Dubrovnik e Olympiacos, ossia la seconda e la terza in classifica. Nella classifica generale delle reti segnate sfiora il doppio dei gol rispetto all’Ortigia (82 contro 42) e con quei tre cecchini (Di Fulvio, Mandic e Younger) a contendersi il titolo di capocannoniere del torneo. All’andata, come già detto, fu una partita combattuta e tirata fino al terzo tempo. Poi, ci pensarono due fuoriclasse come Younger e Di Fulvio, a tirare fuori dalle secche la loro squadra. Nel match di oggi conteranno soprattutto testa, gambe e motivazionii. Il Recco visto fin qui sembra, ancora, essere affamato, nonostante la vittoria non roboante contro un volenteroso e battagliero Marsiglia. Vedremo se, anche oggi, la macchina da gol recchelina scatenerà l’inferno o se sarà messa a freno dagli ex Tempesti e Giacoppo.

Gaby Hernandez con la Pro Recco
Gaby Hernandez con la Pro Recco

Per il Recco, già matematicamente qualificato alla final – eight, un’altra vittoria contro l’Ortigia, consoliderebbe ancor di più la leadership del girone, di cui è già saldamente al comando. Per i siracusani si tratterà di un nuovo/vecchio incrocio tra due squadre che, molto probabilmente, si sfideranno altre volte nel corso di questa stagione. Un motivo in più per studiare l’avversario e constatarne la sua vera forza.

Gaetano Nardone

Gaetano Nardone

Sono laureato in relazioni internazionali e trasformazione dei conflitti. Dai racconti delle persone vulnerabili nasce la mia passione per la scrittura. Mi occupo da anni di migrazione ed integrazione e di Balcani dove da volontario mi sono occupato di scrittura e redazione di articoli e reportage sul campo. Lo sport, particolarmente quello di squadra, è stato sempre al centro dei miei interessi e studi, inteso come strumento di aggregazione, integrazione ed inclusione sociale.

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