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CC Ortigia, Cristiano Mirarchi: in Sicilia per inseguire le mie grandi ambizioni.

Nella vita occorre mirare sempre in alto. Avere obiettivi, grande volontà, spirito di sacrificio. Anche chi ha avuto il dono del talento e non lo coltiva può perdersi nelle strade dell’illusione. Non possiamo vivere senza ambizioni. Il futuro diventerebbe un presente indefinito, un percorso stancante, una nebbia in cui finire per vagare. Ambizioni che si devono rinnovare di continuo adattandosi alle avversità del tempo. Cristiano Mirarchi, un grande percorso nella pallanuoto e nello Sport Management, ci racconta il suo cammino che lo ha portato al Circolo Canottieri Ortigia. L’incontro con la grande società per rinnovare le sue grandi ambizioni nella pallanuoto.

Cristiano Mirarchi

Ho iniziato a fare i primi passi in piscina con la scuola nuoto. Mio padre, ex pallanuotista, era tecnico della Lazio ed andavo a vedere spesso le sue partite. Da lì è nato il mio amore per la pallanuoto che, forse, avevo già nel DNA. Giocavo con gli esordienti ed ero affascinato nel seguire gli incontri della prima squadra. Dal calore dei tifosi, della gente che circondava la squadra agli scontri in piscina. Passione che è cresciuta durante gli anni delle giovanili, vissuti a Roma, avendo avuto la fortuna di essere stato seguito da allenatori davvero bravi che mi hanno aiutato a sviluppare i fondamentali della pallanuoto. Nel 2010 ho avuto la grande opportunità di trasferirmi negli Stati Uniti per seguire il mio sogno.

Cristiano Mirarchi
Cristiano Mirarchi

Decisi di andare alla University of California, a Los Angeles. Avrei avuto l’opportunità non solo di giocare a pallanuoto ma anche di poter studiare e laurearmi. Sono stati 4 anni intensi, bellissimi ma anche molto duri. La sveglia era all’alba per il primo allenamento. Arrivavo in aula per le lezioni alle 8 per poi tornare in piscina alle 10. Solo un piccolo stacco a pranzo per poi riprendere gli allenamenti e, la sera, ritrovarmi a studiare sui libri. Il mondo dello sport e delle università negli Stati Uniti è molto diverso. I professori hanno l’obbligo di venire incontro agli studenti impegnati nelle squadre sportive, dando la possibilità di concordare gli orari delle lezioni. Ma non per questo meno dura e impegnativa.

Cristiano Mirarchi
Cristiano Mirarchi

La squadra per cui ho giocato, l’Ucla Bruins, era sempre stata di ottimo livello ma erano anni che non riusciva a raccogliere risultati soddisfacenti. I campionati negli States sono divisi in leghe. Alla fine della stagione regolare si disputano i play off per decretare la squadra campione. Un po’ come succede da noi in Italia. Ebbi la soddisfazione, nell’ultimo anno di Università, di vincere il campionato e tornare in Italia, nel 2014, con una laurea in Business Economy e una grande esperienza di vita e di sport. Un percorso che mi ha formato tanto, che mi ha fatto capire come, con grande volontà, si possono centrare tutti gli obiettivi.

Cristiano Mirarchi
Cristiano Mirarchi

Dagli Stati Uniti sono tornato anche con un infortunio alla spalla, che mi ha bloccato per quasi un anno. Un periodo in cui maturai ancora di più la volontà di continuare a giocare, di voler diventare un professionista. Ricominciai facendo 5 mesi alla Vis Nova, giocando solo il girone di ritorno, e, nel 2015, approdai alla Sport Management. Cinque anni stupendi, di grande crescita ma anche di intensi legami costruiti con tutta la squadra. E con Gu Baldineti, il tecnico che ci ha permesso di scalare le classifiche ed arrivare a risultati inizialmente impensabili. Il 2018-19 è stato un anno speciale, raggiungendo le Final Eight di Champion League abbiamo dimostrato il livello a cui è saputa arrivare la squadra. Merito di Gu che ha saputo tirare fuori da ciascuno il meglio, insegnandoci che, con il lavoro, tutti possiamo superare i nostri limiti.

Cristiano Mirarchi
Cristiano Mirarchi con Gu Baldineti e lo Sport Management

Il mio cammino nella pallanuoto è legato anche alla calottina azzurra. Esperienza iniziata nel 2010, con i primi collegiali da aggregato e ripresa dopo il rientro dagli Stati Uniti. Nel 2015 ho partecipato con la nazionale universitaria ai mondiali di Gwangju, dove abbiamo vinto l’argento. Per proseguire nel 2017 con la convocazione alla World League di Ruza, vincendo sempre l’argento. E, nello stesso anno, la partecipazione ai mondiali di Budapest con il Settebello. La nazionale è sempre il mio obiettivo, il mio sogno, il massimo delle mie aspirazioni. Per chi intraprende una carriera nello sport, arrivare in nazionale rappresenta l’apice, il punto più alto del nostro percorso. Ed il mio sogno è sempre quello. Poter partecipare con il Settebello alle grandi competizioni internazionali.

Cristiano Mirarchi
Cristiano Mirarchi

Le vicende degli ultimi tempi hanno messo in crisi il sistema e inciso notevolmente su tante società. Ho visto la Sport Management disgregarsi ed ho iniziato a valutare nuove opportunità. La chiamata dell’Ortigia era la grande occasione che aspettavo. Un progetto solido, una squadra importante, storica, ricca di giocatori di grandissimo livello. Ed i risultati dimostrano la bontà del programma, con il raggiungimento della finale di Euro Cup e la posizione di alta classifica alla chiusura del campionato. L’Ortigia ha dimostrato una gran voglia di crescere, di raggiungere obiettivi importanti. La stessa voglia che ho io. Sono una persona ambiziosa e sono sicuro di trovare una società ed un gruppo con cui poter aspirare ai più alti traguardi.

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