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Calcio, Catania: ritorno da Teramo senza punti. Mercoledì la Vibonese.

Da Teramo torna a casa senza punti la squadra rossazzurra, appena un punto nelle ultime quattro gare. La compagine etnea subisce un gol a freddo e non riesce più a rimediare. Ancora una volta, Raffaele deve fare i conti con l’infermeria ed è costretto a rivoluzionare il Catania. Abbandona il 352 e si affida al 433. Quindi per la prima volta difesa a quattro, con la conferma di Calapai e Pinto sugli esterni, Claiton e Silvestri sono i centrali. Martinez a difesa dei pali. Tutta nuova anche la mediana, con l’esclusione di Maldonado, la scelta cade su Izco, Rosaia e Dall’Oglio. L’attacco è tutto under 21, Piovanello e Biondi sugli esterni con Pecorino al centro. Il Teramo di mister Paci opta per il collaudato 4231.

L’allenatore del Catania Giuseppe Raffaele

Pronti via e dopo appena 40 secondi Silvestri finisce sul taccuino dell’arbitro Vigile e viene ammonito per un fallo sulla trequarti. Un minuto dopo, azione sulla sinistra di Costa Ferreira che riesce a mettere un pallone al centro, dove è pronto Ilari che anticipa tutti e batte Martinez alla sua destra. Doccia fredda per i rossazzurri. Prova a reagire la squadra etnea. Al 7° minuto punizione dal limite ben calciata da Dall’Oglio, è pronto il portiere del Teramo Lewandosky a respingere in corner. Sul seguente calcio d’angolo, Silvestri colpisce di testa e manda alto sulla traversa.

Tommaso Silvestri

Al 24° episodio decisivo. Mungo commette un fallo sulla mediana e viene ammonito. Appena trenta secondi e l’attaccante teramano replica con più vigore su Claiton, l’arbitro assegna la punizione ma non estrae il secondo cartellino giallo che sarebbe valso l’espulsione. A quattro minuti dal termine dalla prima frazione di gioco, Bunino da fuori area calcia alto sulla traversa della porta di Martinez. Il Catania prova ad organizzare l’azione offensiva, il Teramo chiude bene i varchi e il centrocampo degli etnei fatica a trovare tempi e soluzioni. I due esterni Biondi e Piovanello sono avulsi dalla manovra, poca la qualità e pochi i palloni giocabili per Pecorino. Si chiudono i primi 45 minuti senza grandi sussulti, a parte le fiammate iniziali, poche le occasioni da rete da entrambe le parti.

Le squadre rientrano in campo con gli stessi undici, ma dopo cinque minuti Raffaele richiama Piovanello ed inserisce Reginaldo. Dopo cinque minuti dal suo ingresso, il brasiliano spreca una grande occasione da ottima posizione, calciando di poco fuori, sfiorando il palo alla sinistra del portiere. Al 60° buono spunto di Pinto sulla sinistra, supera Diakitè , il suo cross taglia tutta l’area di rigore biancorossa , ma nessun rossazzurro è  pronto all’appuntamento. Tre minuti dopo è il turno di Emmausso che prende il posto di uno spento Kevin Biondi. Pochi secondi dopo, Bunino spreca la palla del raddoppio, si inserisce bene in area, salta Claiton ma Martinez è bravo a chiudergli lo specchio della porta.

Un minuto dopo tocca ad Emmausso recriminare, dopo aver sciupato da buona posizione in area di rigore calciando fuori alla sinistra del portiere. Insiste il Catania nella sua azione offensiva, ma la squadra rossazzurra appare confusa e il Teramo controlla bene nonostante qualche amnesia difensiva. Ci prova Silvestri sul solito calcio piazzato di Rosaia, ma il suo colpo di testa finisce alto sulla traversa. E’ il 75° minuto. Raffaele si gioca tutte le sue carte effettuando i cambi rimasti a disposizione. Entrano Zanchi, Welbeck e Maldonado e prendono il posto di Rosaia, Izco e Dell’Oglio. Un minuto appena e Pecorino si gira bene al limite dell’area e calcia, il pallone viene deviato in corner.

Si rivede il Teramo in avanti, con un’azione del neo entrato Di Francesco che semina il panico nella difesa etnea penetrando in area dalla sinistra, ma viene stoppato da un buon intervento di Silvestri. Capovolgimento di fronte, un lungo lancio trova Zanchi sulla sinistra, l’esterno effettua un cross basso che mette in difficoltà il portiere che respinge. Pecorino non riesce a replicare a rete. Ultima opportunità per gli etnei su una punizione calciata da Maldonado che viene intercettata da Silvestri, il centrale difensivo colpisce di testa il pallone termina alto sulla traversa. Finisce 1 a 0 per il Teramo.

Tommaso Silvestri

Al netto delle assenze e del clamoroso errore dell’arbitro Vigile che non espelle Mungo, dopo il doppio fallo commesso al 24° del primo tempo, appare troppo severa la punizione per il Catania. Non è stata una bella prova, in particolare la prima frazione di gioco ha dimostrato tutti i limiti della squadra etnea. Ancora una volta è la mediana a non convincere. L’esclusione contemporanea di Maldonado e Welbeck con l’inserimento di Izco e Dall’Oglio privano il centrocampo di quella minima e indispensabile qualità necessaria per tentare di imbastire una decente azione offensiva. Il solo Rosaia non riesce a garantire ritmo e a dettare i tempi. Si percepisce l’assenza di un trascinatore di personalità, che abbia la capacità nei momenti difficili di prendere per mano la squadra.

Giacomo Rosaia

Conseguentemente, soffrono gli esterni Biondi e Piovanello che quasi mai vengono chiamati in causa dai compagni. Non sono nella migliore giornata neanche Calapai e Pinto, che vengono ben contrastati dai loro avversari, anzi, soffrono le sortite offensive dei teramani. Si conferma al centro dell’attacco Pecorino. Il ragazzo, ci mette tanta buona volontà, andando due volte alla conclusione, cercando il dialogo con i compagni e provando a far salire la squadra sfruttando le sue lunghe leve. Gli ingressi di Reginaldo, Welbeck e Maldonado nel finale rinvigoriscono la squadra, che alza il ritmo e si procura qualche opportunità interessante non sfruttata dai protagonisti. Forse bisognava intervenire qualche minuto prima dalla panchina. Appena 72 ore e si torna in campo al Massimino contro la Vibonese, un appuntamento assolutamente da non fallire.

Piero Italia

Piero Italia

Ottico con grande passione per il Calcio Catania, da anni racconta in radio la passione rossazzura.

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