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Calcio Catania: quella nona non riuscita ai rossazzurri.

Il Catania non suona la nona. Dopo otto risultati utili consecutivi, i rossazzurri escono sconfitti dal Pinto, in una partita rocambolesca. Al termine dei novanta minuti, finisce 3 a 2 per i campani. Trascorsa la sosta natalizia, il Catania di Raffaele torna in campo in trasferta in quel di Caserta. Campo storicamente ostico per i rossazzurri, come ricordato dallo stesso tecnico etneo in occasione della conferenza stampa prepartita. Si svuota parte dell’infermeria, ma anche per questo impegno occorre fare i conti con qualche infortunio. Rimangono a casa Pinto e Claiton, è costretto alla panchina Maldonado, non in perfette condizioni fisiche. Raffaele si affida a Confente tra i pali e alla consueta difesa a tre con capitan Silvestri al centro. Coadiuvato da Zanchi e Tonucci, che rientra dai due turni di squalifica.

Tommaso Silvestri
Tommaso Silvestri

Sulla mediana confermatissimo al centro Welbeck con Dall’Oglio, sugli esterni Biondi e Calapai. A proposito degli infortunati, la dea bendata volta le spalle al giovane Pecorino. Prescelto come titolare, durante il riscaldamento prima dell’inizio della gara, si infortuna e deve lasciare il posto a Sarao. Al fianco del centravanti milanese, sugli esterni d’attacco vengono schierati Reginaldo e Piccolo. Raffaele propone una sorta di 3 4 3 camaleontico, che in fase di non possesso assume le sembianze di un 4 3 3. Prima della gara viene forzata la porta del magazzino degli spogliatoi della Casertana. Ignoti portano via divise e materiale tecnico. I magazzinieri della società campana sono costretti agli straordinari per rimediare l’occorrente per permettere ai giocatori di scendere in campo.

Luca Calapai
Luca Calapai

Inizia bene il Catania, che prova a aggredire la metà campo casertana. Al 3° minuto su un corner un colpo di testa insidia la porta rossoblù, ma il pallone termina alto. I rossazzurri, sin dalle prime battute, danno l’impressione di tenere bene il campo. Buon pressing organizzato e copertura degli spazi. Al 10° minuto in un’azione susseguente ad un corner calciato da Piccolo, Dall’Oglio non sfrutta una ghiotta occasione. All’interno della area di porta della Casertana non riesce a girare in porta. Dopo sette minuti, in uno dei primi affondi rossoblù, Pacilli fa partire un cross dalla destra. Il neo arrivato Turchetta è il più lesto di tutti, colpisce di testa e supera Confente. La Casertana è in vantaggio.

Antonio Piccolo
Antonio Piccolo

Immediata reazione del Catania. Trascorrono appena quattro minuti e, in una bella azione manovrata al limite dell’area, Sarao propone un ottimo assist a Piccolo che sopraggiunge dalle retrovie. L’esterno lascia partire una rasoiata che batte il giovane Avella. Adesso è 1 a 1. Insiste la formazione etnea e al 25° Piccolo ci prova con un tiro dai 25 metri che termina fuori. Si rifà viva la Casertana allo scadere della prima frazione di gioco. Icardi non sfrutta l’occasione mancando l’aggancio e Cuppone, subito dopo, dal limite dell’area calcia alto. Finisce 1 a 1 il primo tempo.

L'esultanza dei giocatori del Catania
L’esultanza dei giocatori del Catania

Rientrano in campo gli stessi ventidue protagonisti. Appena un minuto, e su un corner calciato da Pacilli, Confente esce a vuoto. Carillo colpisce di testa anticipa tutti e riporta in vantaggio i campani. Questa volta gli uomini di Raffaele non mostrano la stessa caparbietà mostrata dopo il primo svantaggio. La manovra non è fluida. Dall’Oglio sbaglia quasi tutto e come al solito aveva già rimediato dopo 36 minuti di gioco il solito cartellino giallo. Per un fallo inutile sulla trequarti. Welbeck prova a costruire, ma è più proficuo nell’ostacolare l’azione avversaria. Al 65°, in un’azione centrale, Izzillo lancia Cuppone che si presenta tutto solo davanti a Confente. L’attaccante campano non manca l’occasione e realizza il terzo gol dei falchetti. Per il Catania si fa dura.

Nana Welbeck
Nana Welbeck

Interviene Raffaele dalla panchina e manda in campo Manneh e Rosaia per Reginaldo e Dall’Oglio. Cambia passo la squadra etnea, dopo due minuti l’arbitro fischia un rigore a favore dei rossazzurri per un fallo di mano in area campana. E’ una grande opportunità per riaprire la partita. Si incarica della battuta Sarao. L’attaccante ha un’amnesia e dimentica quello che gli avevano spiegato durante i primi anni di scuola calcio. Tiro centrale a mezz’altezza facilmente intercettato da Avella. Si rimane sul 3 a 1. Nonostante tutto non demorde il Catania. L’ingresso di Manneh rivitalizza il gioco offensivo degli etnei. Al 73° il giovane gambiano dialoga benissimo con Piccolo, entra in area e realizza permettendo al Catania di accorciare le distanze. 

Manuel Sarao
Manuel Sarao

Raffaele si gioca le ultime carte inserendo Albertini per Calapai e allo scadere Maldonado per Welbeck. Vengono concessi cinque minuti di recupero. Gli etnei si proiettano tutti in avanti alla ricerca di un meritato pareggio. A tre minuti dal fischio finale, l’arbitro sorvola incredibilmente su un fallo subito in area da Rosaia. Il centrocampista rossazzurro viene scalciato da Izzillo, che goffamente aveva mancato il pallone nel tentativo di liberare la propria area di rigore. Il signor Perenzoni di Rovereto non se l’è sentita di concedere un secondo calcio di rigore a favore del Catania. Prima del fischio finale, in contropiede, Icardi spreca, calciando fuori, il quarto gol per i falchetti. Nonostante fosse tutto solo davanti a Confente. Finisce 3 a 2 una partita rocambolesca.

Luca Calapai
Luca Calapai

Nonostante la sconfitta, nel corso dei novanta minuti si è avuta la sensazione che la squadra rossazzurra avesse qualcosa in più rispetto agli uomini di Guidi. E che, da un momento all’altro, potesse colpire i campani. D’altronde i numeri della classifica parlano chiaro. Le amnesie difensive e l’errore dal dischetto sono risultati determinanti nell’epilogo della partita. Le assenze di Maldonado e Rosaia a centrocampo e quella dell’ultimo istante di Pecorino hanno pesato sul rendimento della squadra. Dall’Oglio e Sarao, a prescindere dall’errore dagli undici metri, non hanno offerto il contributo che ci si aspettava. Pesa anche l’errore arbitrale allo scadere. Non si è perso per questo ma si è perso anche per questo.

Giuseppe Raffaele, allenatore del Catania
Giuseppe Raffaele, allenatore del Catania

In fase offensiva, deludente anche la prova di Reginaldo, spesso avulso dal gioco. Biondi dopo un discreto inizio rimane imbrigliato nella rete del centrocampo campano. In questo frangente bisogna riconsiderare la posizione di Manneh. Che, anche in questa occasione, si è fatto trovare pronto, realizzando la seconda rete consecutiva. E che, con il suo ingresso in campo, ha rivitalizzato la manovra della squadra di Raffaele. In definitiva una battuta d’arresto inattesa. Ma che ci può stare dopo una bella striscia di otto risultati utili consecutivi. La sconfitta non cambia i programmi del prossimo futuro della società concentrata sul mercato di riparazione e sul passaggio di proprietà. Non è escluso che il prossimo impegno al Massimino contro il Foggia possa vedere la presenza di qualche spettatore d’eccezione.

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