Calcio, Catania: finisce 4 a 1 contro il Bari. Punizione troppo severa.

Seconda sconfitta consecutiva per il Catania. Dopo aver perso l’imbattibilità interna con la Ternana, i rossazzurri rimediano il primo stop in campo esterno. Finisce 4 a 1 contro il Bari, punizione troppo severa per quello che si è visto nei 90 minuti, anche se la sconfitta è meritata. Raffaele cambia sei interpreti rispetto alla formazione scesa in campo a Lentini contro gli umbri. Il tecnico ritrova Tonucci dopo l’infortunio e, quindi, può ripresentare il trio difensivo formato dal pesarese ex Juve Stabia, con Silvestri e Claiton. Tra i pali confermato Martinez. Riecco, per la prima volta in questa stagione, i due esterni Pinto e Calapai. Le chiavi del gioco sono affidate a Maldonado, che con il ritorno dal primo minuto di Izco e Rosaia costituisce la linea mediana. Rivoluzionato il reparto offensivo con l’inedita coppia Emmausso Gatto, fuori Sarao per un infortunio dell’ultimo minuto. Auteri, tecnico del Bari, opta per il suo marchio di fabbrica 3 4 3, il suo modulo di riferimento.

Mariano Izco

Appena dopo un minuto dal via, Pinto ci prova con un diagonale da sinistra che non impensierisce Frattali. Catania che parte con il giusto piglio, al 5° minuto è Izco da fuori a impegnare in una facile parata il portiere del Bari. Insistono gli etnei e al 9° minuto passano in vantaggio. Azione sulla destra di Izco che lancia Calapai, il cross basso taglia l’area pugliese. Nessun attaccante dei rossazzurri è pronto all’appuntamento. Interviene Ciofani che svirgola goffamente e beffa Frattali. E’ autogol. Corre il 15 minuto e il Bari, per la prima volta, impensierisce la difesa etnea. Antenucci entra in area di rigore dal vertice sinistro e calcia a metà tra un cross e un tiro. Il pallone termina fuori. Dopo due minuti, Emmausso spreca un contropiede in superiorità numerica, calciando malamente dai 30 metri.

Luca Calapai

La squadra di Raffaele tiene bene il campo, rimanendo corta, coprendo bene gli spazi e cercando di ripartire. Al 23° primo vero pericolo per la porta del Catania. Su un cross dalla sinistra, Lollo colpisce di testa e impegna seriamente Martinez, prontissimo in questa occasione, che respinge. Trascorrono 120 secondi e Gatto spreca l’ennesimo contropiede calciando dai 30 metri, invece di servire i compagni meglio posizionati, il tiro viene deviato in angolo. Sul conseguente corner, Emmausso mette fuori alla sinistra del portiere. Il Bari prova a fare la partita, non trovando spazi e soluzioni. Gli etnei chiudono bene i varchi, rubano palla a centrocampo, continuando a sprecare le ripartenze che si presentano. Al 39° fiammata barese. Di Cesare trova la giocata, penetra in area dal vertice sinistro, in tre provano a chiudere, il capitano dei galletti di destro a giro piazza il pallone alla sinistra di Martinez. E’ il pari. Adesso è 1 a 1, punteggio che accompagna le squadre negli spogliatoi.

Tommaso Silvestri

Al rientro dei due undici, dopo 5 minuti su un cross dalla destra di Marras c’è l’intervento scomposto al centro dell’area di Claiton, che in scivolata disgraziatamente devia nella sua porta battendo Martinez. Ancora un autogol, il Bari è in vantaggio. Prova a reagire il Catania, ma i biancorossi appaiono trasformati rispetto ai primi 45 minuti. I pugliesi sono un’altra squadra, più aggressiva e ordinata con grande voglia di fare propria la partita. Al 50° brutta perdita per il Catania. Si fa male Tonucci, al suo posto entra Albertini. Raffaele sposta Calapai sulla linea dei difensori e il neo entrato prende il posto dell’esterno. Episodio determinante, la difesa degli etnei soffre e pagherà pegno per questo nuovo assetto.

Al 52° insistono i pugliesi, cross di Antenucci per Marras, che tutto solo al centro dell’area di rigore colpisce di testa mandando il pallone alto sulla traversa. Quattro minuti dopo, azione insistita del Catania, che conquista quattro corner consecutivi, sull’ultimo Maldonado calcia fuori un diagonale da sinistra. Al 63°, incredibile amnesia dei giocatori rossazzurri, su un fallo laterale a proprio favore nella metà campo pugliese, perdono palla concedendo un contropiede ad Antenucci, l’attaccante pugliese appoggia il pallone al centro dell’area a Montalto che tutto solo batte Martinez per la terza volta. Il passivo si fa pesante, adesso è 3 a 1 per i galletti.

Luis Maldonado

Il Catania fatica a tenere il ritmo del Bari. Al 69° Raffaele prova a rimediare con tre sostituzioni. Entrano Biondi per Izco, Welbeck prende il posto di Gatto, molto evanescente, e Pecorino subentra ad Emmausso, anche lui si fa notare poco a parte un cartellino giallo rimediato su un inutile fallo da dietro a centrocampo. Al 77° è Pecorino a tentare di suonare la carica per gli etnei, provandoci con un tiro da fuori deviato in corner. Al 79° fa il suo esordio in maglia rossazzurra Piovanello, che entra al posto di Rosaia. La difficile serata per la squadra di Raffaele ha il suo epilogo al minuto 82.

Emmauso Michele Claudio

Altro strafalcione difensivo, Candellone intercetta il disimpegno di Biondi verso un compagno, lanciando Citro che viene atterrato in area di rigore da Calapai. L’arbitro concede il penalty. Sul dischetto và lo stesso Citro, Martinez è bravo a respingere il tiro dagli undici metri, ma lo stesso attaccante ribadisce in rete dopo l’intervento del portiere, è 4 a 1. Auteri fa arretrare i suoi, che devono solo controllare la partita per i pochi minuti rimasti. I neo entrati in maglia rossazzurra, provano a darsi da fare, cercando di sfruttare l’opportunità che gli è stata data. Piovanello e Pecorino, in particolare, si fanno notare per qualche buona giocata. I quattro minuti di recupero concessi dal quarto uomo, non cambiano l’esito della gara. Finisce 4 a 1 per il Bari. 

Giacomo Rosaia

Una partita dai due volti. Primi 45 minuti ad appannaggio degli etnei, che mostrano una buona organizzazione di gioco, corsa e copertura degli spazi concedendo solo due occasioni ai pugliesi, una delle quali risulta fatale. Tanti errori nelle ripartenze, concesse dalla squadra di Auteri, che potevano essere sfruttate molto meglio. Ancora una volta, il Catania esce dal terreno di gioco senza realizzare un gol su azione manovrata. Non convincono Gatto ed Emmausso. Se è vero che Raffaele ha dovuto rinunciare in attacco a Sarao, al nuovo arrivato Piccolo e a Reginaldo, è anche vero che chi è sceso in campo, per provare ad offendere in queste sei gare giocate, non ha garantito un buon rendimento. C’è da lavorare.

Il portiere Martinez

Di contro sono sette i goals subiti nelle ultime due gare, troppi. Sarà un caso, ma l’assenza di Tonucci risulta determinate. Nella seconda frazione di gioco sale in cattedra il Bari, che fa valere il suo tasso tecnico superiore, approfittando del calo fisico del Catania e degli errori marchiani degli uomini di Raffaele. Complice il calendario, il tecnico dimostra, in alcuni frangenti, di non avere le idee chiarissime, optando per delle scelte che si dimostrano poco felici. L’esclusione di Noce, unico vero centrale difensivo a disposizione oltre il trio titolare, e quella di Pecorino, alter ego di Sarao costretto al forfait a pochi minuti dall’inizio della contesa, sono motivo di riflessione.

Giacomo Rosaia

Cambiano anche gli interpreti della linea mediana, unico confermato Maldonado, non brillantissimo, affiancato da Izco. L’argentino si spende generosamente nei primi 45 minuti, ma si spegne con il passare del tempo. Sufficiente la partita di Rosaia. Sulla corsia di sinistra buona la prova di Pinto, al rientro dal primo minuto dopo l’infortunio. Meno brillante a destra il suo dirimpettaio Calapai, autore del cross che è valso il gol, ma costretto, dopo l’infortunio di Tonucci, ad occupare una posizione a lui poco congeniale. Per Raffaele, dopo queste due sconfitte, sarà importante, in vista dei prossimi impegni, provare a plasmare un buon organico di categoria e ritrovare i tanti indisponibili, cercando così di dare un’identità e una fisionomia definitiva alla squadra.

Piero Italia

Ottico con grande passione per il Calcio Catania, da anni racconta in radio la passione rossazzura.